Se non sei un esperto, assieme all'idea di "farti un sito" ti vengono anche dubbi e domande su aspetti vari, sia economici che tecnico-estetici, e vorresti trovare subito risposte concrete ed esaurienti.

Qui di seguito trovi un compendio di faq (Frequently Asked Questions), ovvero di domande che più di frequente vengono poste sul tema con, ovviamente, le relative risposte.

Se nell'elenco non trovi quella che cerchi oppure la trovi, ma la risposta non ti è chiara o non la trovi soddisfacente, ti esorto a mandarmi subito una mail: ti risponderò quanto prima e provvederò ad aggiornare l'elenco stesso.

è necessario incontrarsi di persona?

Certamente no, per di più, oltre una certa distanza, sarebbe anti-economico.

Con gli strumenti di comunicazione oggi disponibili (e-mail, chat, webcam ecc., oltre, naturalmente, a telefono e fax) e trovandosi l'oggetto del contratto (il sito) in un luogo accessibile da ogni dove (internet), tutto l'iter della commessa può svolgersi senza incontrarsi.

Per le zone di Rimini e provincie limitrofe, naturalmente, sono disponibilissimo per eventuali incontri.

cosa serve per un sito?
servono:
  • un dominio, cioè un indirizzo Internet registrato che individui in modo univoco il tuo sito sul web (ad esempio www.esmeralda.it): univoco significa che quell'indirizzo è unico al mondo, non ne può esistere uno uguale.
  • un hosting provider, cioè un'azienda specializzata nei cui servers verrà ospitato il sito e che provvederà a farlo "girare" nel web.

NB: dominio e hosting sono due elementi distinti, nel senso che un soggetto può essere proprietario di un dominio (e quindi pagarne il canone) senza necessariamente avere un servizio di hosting. Per esempio: si può solo registrare un dominio per evitare che il nome scelto venga "soffiato" da altri e rimandare ad un secondo tempo la creazione di un sito e quindi l'acquisizione di un servizio di hosting.
Poichè ci sono ormai molti TLD (.it / .eu / .com / .org / .net ecc.), se un soggetto registra www.esmeralda.it, nessuno vieta ad un altro di registrare, p.e., www.esmeralda.com o .eu o altro: volendo evitare tale eventualità, il soggetto può registrare il nome scelto con diversi TLD (pagando, ovviamente, ciascuna registrazione) e pubblicare il suo sito solo con .it; alcuni registrano diversi nomi che ritengono possano essere appetiti e quindi li mettono in vendita.

I costi relativi alla registrazione e manutenzione del dominio ed al servizio di hosting sono interamente a carico del committente. Tali commissioni sono solitamente annuali e da pagare in via anticipata.

quali sono le "voci di costo" di un sito?
I costi di un sito si dividono in:
  1. Costi una tantum: il compenso del webdesigner, il costo di eventuali traduzioni per i siti multiligue, i costi per prestazioni non contemplate nel preventivo etc.
  2. Costi ripetitivi: il canone annuo per il mantenimento del dominio, il canone annuo di affitto dello spazio web (hosting), il compenso al webmaster per l'eventuale incarico di manutenzione ed amministrazione del sito.
  3. Costi saltuari: il costo di occasionali interventi per modifiche o implementazioni del sito successivamente al suo completamento.
Modalità di pagamento: I costi di dominio e hosting si devono pagare in via annuale anticipata, mediante carta di credito o paypal o anche bonifico bancario. Ci può pensare mayerweb, gratuitamente, previo accredito della somma (postepay o ricarica cell). Il compenso per la realizzazione del sito va liquidato normalmente in 2 tranches: un tot all'ordine (dal 10% al 40% a seconda dei casi) ed il saldo al completamento/pubblicazione del sito secondo quanto previsto nel preventivo approvato.
Per siti che per qualche motivo richiedono tempi lunghi può essere previsto un pagamento frazionato su stati di avanzamento lavori. Il compenso per l'eventuale servizio di amministrazione/manutenzione del sito va liquidato in via anticipata con la cadenza concordata. I compensi per successivi eventuali interventi sul sito vanno liquidati secondo accordi da prendere di volta in volta.
logo, foto, filmati, testi, traduzioni: chi provvede?
Se il committente è un'azienda (ma spesso anche un privato o un libero professionista), questa solitamente dispone già di un'agenzia o di qualcuno che si occupa della sua immagine, per cui è il committente stesso che mi fornisce tutto il necessario. Analogamente per i testi e le relative traduzioni (in caso di sito multilingua).

Se il committente, invece, non dispone di alcun materiale, o ne dispone in parte, e non vuole rivolgersi a costose agenzie specializzate, io posso propormi per "riempire i vuoti", in prima persona e/o avvalendomi di collaboratori e modelle, a costi sicuramente competitivi.

Una precisazione per quanto concerne le traduzioni: se si tratta di traduzioni di testi brevi (didascalie, brevi descrizioni di un prodotto ecc.) in inglese/francese/spagnolo, di solito (ma entro certi limiti) questo servizio lo fornisco io senza sovrapprezzo.
quanto tempo occorre per pubblicare un sito?
Dipende essenzialmente da 3 fattori:
  • la complessità del sito
  • la quantità di materiale da pubblicare
  • la collaborazione fornita dal committente
Succede di frequente che il committente all'inizio manifesti poche pretese, salvo poi avanzare richieste impreviste in corso d'opera (l'appetito vien mangiando..).
Succede anche che tardi a fornire il materiale per la pubblicazione (foto, filmati, testi, traduzioni ecc.), oppure che fornisca, p.e., materiale che necessita di trattamento (soprattutto fotografie), che può richiedere anche molto tempo.
In linea di massima: entro 1 settimana circa dall'accettazione del preventivo sottopongo una prima bozza del sito, che riguarda prevalentemente l'impostazione grafica ed i colori: insomma "comincio a far vedere qualcosa". per la pubblicazione definitiva i tempi variano dai 1/2 mesi ai 4 mesi e più per i siti più complessi.
chi si occupa della gestione di un sito?
Vi sono siti che richiedono interventi saltuari se non rari, altri invece che devono essere aggiornati di continuo (articoli nuovi, newsletter, prodotti, tariffe, eventi, implementazioni delle funzioni ecc.).
La gestione del sito successivamente al suo completamento spetta istituzionalmente al "webmaster", figura amministrativa che dispone delle credenziali per accedere al back-end del sito e vi può operare nell'ambito dei permessi di cui dispone, che possono essere variamente articolati o anche semplicemente illimitati. Il webmaster può essere:
  • lo stesso webdesigner che ha creato il sito, che riceve dal committente un incarico specifico, di durata da stabilire (3/6/12 mesi rinnovabile), remunerato periodicamente ed in via anticipata secondo gli accordi presi. Impossibile fissare delle tariffe a-priori, poichè si tratta di un impegno che può andare da p.e. 10 interventi al mese fino a 1 o più ore quasi tutti i giorni.
  • il committente o un terzo da lui designato: in tal caso il webdesigner esaurisce il suo compito con la pubblicazione del sito ed il pagamento del suo compenso, si spossessa dei permessi (il committente deve preoccuparsi di modificare le credenziali) e non ha più responsabilità di alcun tipo sul sito, salva la garanzia per un periodo limitato per eventuali bug - direttamente imputabili, ben inteso, al suo lavoro - che si dovessero presentare in tempi successivi.
NOTA BENE Amministrare un sito richiede competenza! Il committente che intende "arrangiarsi" lo deve tenere ben presente. Il webdesigner fornisce un servizio di addestramento (in loco oppure online, a seconda) della durata normalmente di 1 giorno lavorativo: successivamente sarà sempre disponibile per chiarimenti, ma non potrà rimanere continuamente appiccicato al telefono o a skype perchè il webmaster non è in grado di cavarsela da solo.
che succede se non pago il canone del sito?
Il rinnovo annuale dei canoni per il mantenimento del dominio e per l'hosting NON È OBBLIGATORIO: nessuno ti corre dietro!
 
Se rinnovi il dominio ma non l'hosting: rimani proprietario del nome a dominio (p.e. "www.esmeralda.it"), ma il provider di hosting semplicemente ti toglie lo spazio dove è ospitato il sito, che quindi non è più visibile in internet; in qualsiasi momento puoi stipulare un nuovo contratto di hosting, con il precedente provider o un altro, riutilizzare il nome a dominio e pubblicare un nuovo sito oppure ricaricare il vecchio.
 
Se non rinnovi nè dominio nè hosting: oltre alla rimozione del sito da internet, perdi la disponibilità del nome a dominio, che dopo un pò di tempo diventa disponibile per chiunque. Per la rinuncia a dominio e hosting non sono previste modalità particolari: basta semplicemente non pagare.
che succede se qualcosa va storto?
Negli affari, dai più modesti ai più importanti, due elementi sono pressochè imprescindibili: il rischio e la fiducia.
 
Allora vediamo cosa può succedere nel rapporto tra te ed il sottoscritto: io incasso l'anticipo all'ordine, non realizzo il sito e bye bye. io realizzo il sito, che però è una vera schifezza sia graficamente che funzionalmente, in più pretendo di essere pagato. io non rispetto i tempi e la tua attività rischia di subire dei danni a causa dei ritardi nella pubblicazione del sito. tu cambi idea in corso d'opera, il sito non ti interessa più o vuoi farlo fare da altri e tanti saluti! tu accampi in continuazione pretesti o interponi ostacoli vari (per esempio non fornisci il materiale necessario), impedendo di fatto il completamento del sito. il sito è completato e pubblicato, ma tu non paghi.. Ci sono sì delle contro-misure (tu hai l'arma del pagamento, io quella del sito, che in certi casi posso oscurare, per ambedue c'è il ricorso al magistrato), ma alla fine qualcuno subisce comunque dei danni. Al di là di ogni retorica sulla nostra onestà e correttezza, quindi, ambedue dobbiamo accettare una certa dose di "rischio" ed impostare il nostro rapporto su una reciproca, sia pur vigile, "fiducia".
ci sono tipi di siti che mayerweb si rifiuta di fare?
In linea di principio no, fatta eccezione, ovviamente, per i siti esplicitamente rivolti ad attività illecite.
 
In concreto, invece, un limite sussiste: il mio personale "buon gusto", che può farmi rinunciare anche ad un lavoro molto redditizio.
 
Chiosa sull'avverbio "esplicitamente": se qualcuno mi propone di realizzare un sito per la vendita online di droga, io rifiuto. Se invece si tratta di vendere scarpe, io accetto. Se successivamente mi rendessi conto che le scarpe sono una copertura per la vendita di droga, io avrei da una parte il diritto di tutelarmi e dall'altra il dovere di denunciare il fatto all'autorità competente. E così farei.
 
Chiosa sul concetto di "personale buon gusto". È del tutto probabile che tu non mi conosca affatto e che quindi non sappia nulla del mio buon gusto. Cercherò di spiegarmi parzialmente e brevemente. Personalmente detesto la volgarità in ogni sua espressione. Un concetto non è "raffinato" o "volgare" di per sè, ma lo è il modo in cui viene realizzato: est modus in rebus!
Esemplifico: il concetto di "mangiare" è del tutto naturale e neutro: è solo quando ti siedi a tavola e lo metti in pratica che trova una qualifica e distingue il commensale che sa "stare a tavola" da quello che ti fa passare l'appetito.. il concetto di "sesso" è parimenti naturale e neutro: è solo quando ecc. ecc., così questo concetto può produrre una Venere Callipigia, bellissima sensuale erotica, oppure volgari e sconcertanti (mi limito, per delicatezza nei confronti di chi li ama) video porno con tutte le relative varianti. Insomma i siti per "pornazzi" li lascio volentieri alla concorrenza.
il sito mayerweb sembra un pò spoglio: come mai?
Sì, è vero ed è voluto. Questo è un sito "di servizio", nel senso che il suo scopo è quello di fornire informazioni, il più possibile chiare, accessibili ed esaurienti: ciò che, per l'appunto, cerca chiunque sia interessato alla materia dei siti web, vuoi perchè ha intenzione di realizzare, implementare o rinnovare il proprio sito vuoi perchè vuole saperne di più. Potrei aggiungere una sezione di demos (templates, gallerie di immagini o di video, simulazioni di funzionalità ecc.), anzi una volta lo facevo, ma alla fine mi sono convinto che sono inutili e fuorvianti: ogni sito è una storia a sè.